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Guida Rapida alla Cura del Denim

Come far sopravvivere i nostri jeans preferiti e vivere insieme felici (quasi) per sempre

Come far sopravvivere i nostri jeans preferiti e vivere insieme felici (quasi) per sempre

Tutti abbiamo quel paio di jeans perfetti che ci vestono come una seconda pelle. Quelli che ci portiamo dietro da anni, che sono cambiati con noi e che non vorremmo mai, mai mettere da parte perché rimpiazzarli ci sembra impossibile. Ne ricordiamo a memoria le pieghe e le scoloriture, che come le rughe sono l’impronta delle nostre abitudini, e li riconosceremmo fra mille: i “baffi” sulla parte anteriore del jeans che si formano con le pieghe dovute all’uso, le macchie sbiadite a nido d’ape dietro le ginocchia, i piccoli strappi e l’usura che scoprono i fili. Tutti questi difetti rappresentano il DNA di un jeans - e un po’ anche di chi lo indossa, al punto che l’FBI ha messo a punto una tecnica per riconoscere i criminali analizzando i pattern irripetibili formati dalla consunzione dei loro jeans e confrontandoli con le immagini scattate sulle scene del crimine.

Ma per quanto sia ruvida, resistente e tenace, a lungo andare anche la migliore delle tele denim finisce per consumarsi. E allora? L’unica cosa che possiamo fare è prendercene cura per prolungarne al massimo la sopravvivenza.

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Lavare o non lavare?

Qualche anno fa fece scalpore una dichiarazione del CEO di Levi’s che invitava a non lavare i jeans. Quella di limitare a zero o poco più i lavaggi è un’abitudine di molti cultori del denim, che collezionano e conservano con meticolosità ogni più piccolo dettaglio dei loro pezzi migliori. Ma per chi mette spesso lo stesso paio di jeans, non lavarli non è un’opzione: i batteri che si trasferiscono sulla stoffa insieme alle cellule epidermiche possono causare cattivi odori. La soluzione è semplice: lavarli con parsimonia, rigorosamente a mano e con pochissimo detersivo delicato in acqua fredda, avendo cura di rovesciarli prima di immergerli. Non serve sfregare o strigliare, basta lasciarli a bagno per un’oretta e poi risciacquarli.

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L’aria è la risposta

Stendere i jeans all’aria aperta può essere un’idea non soltanto per asciugarli dopo averli lavati, ma anche per rinfrescarli di tanto in tanto e per dar loro quel bel profumo di panni stesi fuori al fresco. L’importante è non metterli sotto la luce diretta del sole, o potrebbero sbiadire. Per lo stesso motivo, usare l’asciugatrice non è una grande idea, ma se proprio volete provarci usate il programma più breve e delicato.

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Trucchi geniali
e come smentirli

Conoscete anche voi qualcuno che ha l’abitudine di mettere i jeans dentro il freezer? Secondo una linea di pensiero piuttosto diffusa, uccidere i batteri che causano il cattivo odore dei jeans usati con il freddo potrebbe essere la soluzione definitiva per evitare di lavarli. In realtà il freddo non uccide tutti i batteri, ma soltanto alcuni. Gli altri smettono temporaneamente di moltiplicarsi, per cui l’effetto del jeans appena “scongelato” è piacevole (a patto che lo si lasci riscaldare un po’), ma non appena lo si toglie dal freezer la proliferazione ricomincia. Decisamente più efficaci sono i prodotti specifici antibatterici e anti-odore da spruzzare sul tessuto per rinfrescarlo, oppure la buona vecchia abitudine di far prendere aria al capo.

Un jeans è per sempre? Non proprio. Ma può avvicinarsi all’eternità con pochi, semplici accorgimenti e qualche trucco geniale
Non lavarli, lavarli poco o infilarli nel freezer per eliminare gli odori: ognuno ha la sua teoria e i suoi trucchi pr prendersi cura del denim

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