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Come si arrotola un jeans

La controversa arte del risvoltino e quando applicarla

La controversa arte del risvoltino e quando applicarla

Come ogni moda che si rispetti, il risvoltino torna periodicamente a farsi vedere sulle passerelle e per le strade. Dopo una lunga fase di onnipresenza fra gli anni Ottanta e Novanta pareva essere sparito, e invece eccolo riaffiorare prepotentemente e senza alcuna intenzione di tornare a eclissarsi. Tanto che anche i più accaniti detrattori sembrano ormai averlo accettato come un dato di fatto.

Il risvoltino, è vero, o lo si ama o lo si odia; ma una cosa è certa: basta approfondire un po’ il tema per accorgersi che non si tratta affatto di un’arte improvvisata. Interpellate un qualsiasi appassionato di denim e scoprirete che la scienza del risvoltino si basa su tecniche diverse, adatte al tipo di jeans che s’indossano e alle scarpe da abbinare.

Ecco una breve guida per curiosi e profani.

Quale jeans risvoltare? Una questione di ampiezza e di peso

Quale jeans risvoltare? Una questione di ampiezza e di peso

Anche se teoricamente si può riuscire a risvoltare qualsiasi tipo di jeans, alcuni si prestano decisamente meglio di altri a essere arrotolati. In generale, un jeans dal peso consistente (e dunque dalla tela particolarmente grossa) non regge particolarmente il risvolto, che risulterà troppo voluminoso e un po’ goffo, soprattutto se raddoppiato. Per quanto riguarda l’ampiezza del pantalone, i modelli più adatti sono ovviamente quelli meno ampi, i cosiddetti “tapered”, che tendono a stringersi leggermente sul fondo. In base alla larghezza, un jeans tapered o a gamba dritta si presterà a un diverso tipo di risvolto, mentre è caldamente sconsigliato arrotolare i pantaloni boot-cut o che si allargano verso il basso.

Quattro tecniche da padroneggiare

Quattro tecniche da padroneggiare

OK, siamo pronti a risvoltare. Ma quante volte occorre arrotolare il pantalone? E quanto dev’essere alta la piega? Le tecniche sono virtualmente infinite, ma ne abbiamo individuate quattro categorie principali, ciascuna con una sua estetica ben definita.

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Il risvolto semplice

Il risvolto semplice è quello che un po’ tutti ci siamo concessi almeno una volta, anche semplicemente per accorciare un jeans un po’ troppo lungo, senza ambizioni modaiole. Basta arrotolare il fondo del pantalone di tre o quattro centimetri in modo uniforme e lisciare bene il risvolto in modo che resti piatto.

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Il pin roll

Il pin roll richiede già un minimo di manualità: occorre infatti stringere il fondo del jeans afferrando un paio di centimetri di stoffa nella parte interna fino a stringerlo alla caviglia, ripiegare la stoffa in eccesso in avanti e poi arrotolare un paio di volte.

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Il risvolto skinny

Il risvolto skinny si ottiene semplicemente arrotolando due volte si se stesso l’orlo cucito sul fondo del jeans: il risultato sarà un risvoltino molto sottile e discreto, perfetto per jeans particolarmente stretti (skinny e super skinny).

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Il risvolto profondo

Il risvolto profondo ha un’estetica decisamente anni Cinquanta che si presta a un pantalone a gamba leggermente tapered oppure dritta dalla tela spessa. È una piega molto alta, quasi sempre singola - proprio perché altrimenti rischia di diventare troppo grossa e ingombrante.

A ogni scarpa il suo risvoltino

A ogni scarpa il suo risvoltino

Abbinare un risvolto profondo a una sneaker bassa? Sacrilegio! Almeno quanto abbinare un pin roll a uno stivaletto. Sembrano dettagli trascurabili, ma provate a fare l’accoppiata sbagliata e vi accorgerete subito dell’effetto dissonante. Per azzeccare la giusta categoria di calzature da abbinare al vostro risvolto preferito potete seguire questo semplice schema:

VIA TORINO, 25 - 10044 PIANEZZA (TO) - ITALIA
P.IVA IT08601590014

T. +39 011 966 14 45
INFO@PT-TORINO.COM

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